Il bilancio ambientale delle Olimpiadi di Sochi

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Spreco di denaro, danni ambientali incalcolabili, sette discariche abusive, ecosistemi stravolti. Questo il bilancio delle Olimpiadi di Sochi da poco terminate, la Russia porta a casa trentatre medaglie più un’altra: la medaglia d’oro del greenwashing.A nulla sono valse le promesse fatte dal governo russo, in sede di candidatura dei Giochi Olimpici Invernali, che garantivano la totale fedeltà ai principi della bioedilizia, una politica dei “rifiuti zero” e una spesa prevista di 12 miliardi di dollari.

Gli stadi per le Olimpiadi invernali di Sochi

Le Olimpiadi di Sochi passeranno alla storia come le più sprecone in termini economici, con 51 miliardi di dollari in investimenti, e come le più distruttive. Per fare spazio alle strutture olimpiche, sono stati abbattuti cinquemila ettari di foreste incontaminate, le zone umide che facevano da scalo per gli uccelli migratori sono state riempite con i materiali di scavo dei cantieri e, nonostante la zona sia dichiarata Parco Nazionale all’interno del quale è vietato costruire, la normativa è stata modificata per permettere l’edificazione di alcune strutture, alberghi e strade.

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Non se la sono vista meglio gli abitanti di Sochi, con frequenti black out della fornitura elettrica, cedimenti del terreno, inquinamento diffuso.

In città il sindaco applaudiva all’apertura del nuovo negozio di Louis Vuitton, come simbolo di modernità e progresso, mentre le comunità dei villaggi vicini vivevano senza acqua corrente e alcune sono rimaste isolate a causa della costruzione di un’autostrada costata 635 milioni di dollari.

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Gli ambientalisti, inoltre, hanno denunciato discariche illegali che hanno inquinato l’aria e contaminato i torrenti, fra cui quello che alimenta la rete idrica di Sochi, che sfociano nel Mar Nero già sufficientemente inquinato.
Durante i giochi, i giornalisti internazionali sono stati invitati a non riferire su temi come la distruzione ambientale, lo sfruttamento dei lavoratori, la discriminazione contro gli omosessuali, gli sgomberi forzati, mentre i media russi, controllati dallo Stato, pubblicavano articoli di propaganda diffamando gli attivisti che si battevano per i diritti umani e il rispetto dell’ambiente.

In Russia hanno promesso che per ogni albero abbattuto ne saranno ripiantati cinque ma, come ha spiegato un attivista: ”Non possiamo ripristinare un ecosistema. Abbiamo perso per sempre un territorio per il nostro futuro e per quello delle prossime generazioni”.

Elena Bozzola

Elena Bozzola Architetto

Si è laureata quando la parola “sostenibile” la pronunciavano in pochi e lei si ostinava a spedire email sulla tutela ambientale a tutti i suoi amici. L’incontro con Architettura Ecosostenibile è stato un colpo di fulmine. Ama la fatica delle salite in montagna e una buona birra ghiacciata dopo la discesa.