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Un giardino nella caffetteria per respirare aria pulita a Pechino

Il contatto con la natura, si sa, fa bene al corpo e allo spirito. È quello che avranno pensato i due architetti Chris Precht e Dayong Sun, dello studio Penda, quando si sono trovati a progettare due caffetterie in città cinesi, Pechino e Tianjin, tra le più inquinate. L’inquinamento è problema concreto nelle enormi megalopoli cinesi e i progettisti hanno deciso di partire da questo punto per sviluppare un concept che sarà caratterizzante per tutti i punti vendita della catena che apriranno: un cafè dove prendere una boccata d’aria pulita.

PIÙ VERDE IN CASA CON IL GIARDINO VERTICALE MAGNETICO  

L’idea base è quella di creare all’interno di questa caffetteria di Pechino uno spazio per respirare aria pulita in una delle città più inquinate del mondo, inserendo al suo interno la vegetazione: piante semplici da coltivare, che non necessitano di particolare manutenzione come felci ed edere, ma anche erbe aromatiche, il cui profumo si mescola a quello del caffè.

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La vegetazione è inserita in fioriere in legno di bambù sorrette da una struttura metallica riciclata. Le barre in acciaio utilizzate per il giardino sono quelle destinate solitamente all’armatura del calcestruzzo, e sono saldate tra loro a formare degli spazi modulari, facilmente ripetibili. Il sistema modulare rende l’organizzazione interna delle caffetterie estremamente flessibile. Lo spazio interno può mutare seguendo le esigenze dei clienti e dei gestori, ma può anche essere facilmente riadattato alla vegetazione che questi moduli in acciaio ospitano, in modo da dare più o meno spazio e luce alle piante.

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Inoltre la flessibilità dello spazio garantisce al cliente, che frequenta il cafè, la possibilità di trovarsi in un luogo ogni volta diverso, con luci e ombre sempre nuove, con contenitori che ospitano piante e alcuni che ospitano libri: a seconda delle esigenze lo spazio potrà mutare e le piante, crescendo, potranno creare una parete verde e dei piccoli giardini pensili.

L’uso di materiali semplici focalizza l’attenzione verso il verde: dalle barre d’acciaio alle fioriere in legno di bambù, dalle pareti coperte da intonaco grezzo alla scelta dell’arredamento, con sedute rivestite in pelle e mobili in legno grezzo.

Un’oasi nel cuore dell’urbanizzata e inquinata Pechino, una piccola boccata d’aria nel grigio dello smog.

Lucia Pacitto

Lucia Pacitto Architetto

Architetto per passione, ha iniziato a scrivere per colmare l’irrefrenabile bisogno di raccontare quello che l’architettura e la natura insieme riescono a fare. Nel tempo libero adora gironzolare con la sua Nikon tra i vicoli di Bologna, dove vive, per rubare qualche scatto.