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CPV: il fotovoltaico a concentrazione sostituirà il tradizionale

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Nella corsa alle fonti rinnovabili abbiamo visto affermarsi negli ultimi anni una tecnologia che da molti veniva considerata marginale: il fotovoltaico a concentrazione (CPV). Con l’utilizzo di diverse tecnologie quali le lenti Fresnel o l’applicazione di specchi si è riusciti ad arrivare a risultati notevoli in termini di efficienza, costo di produzione per chilowattora e sfruttamento del suolo, superando i limiti del fotovoltaico “tradizionale” cherichiede un elevato utilizzo di silicio e soprattutto ampie superfici di territorio per la grande distribuzione.

I dati finora raccolti sono interessanti, secondo le previsioni raggiungerà a livello mondiale i 12.500 MW installati entro il 2013, partendo dagli attuali 23 MW. Questo grazie alla ricerca e allo sviluppo di sistemi interessanti quali la tecnologia dell’inseguimento solare, che permette una produzione elevata anche in fasce orarie in cui l’elettricità viene pagata di più, o le celle multi–junction ovvero celle contenenti più giunzioni p–n in cui ogni nodo è sintonizzato su una diversa lunghezza d’onda di luce aumentando l’efficienza di più del 40% rispetto ai modelli tradizionali.

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Inoltre gli impianti a concentrazione presentano efficienze medie globali del 30–35% contro i 15–17% del fotovoltaico tradizionale e il costo del chilowattora si prevede calerà da 0,22 a 0,06 Euro/kWh questo incentiva la bancabilità di queste centrali che a causa della loro relativa complessità e della poca sicurezza sulle resa nel tempo venivano viste come eccessivamente rischiose.

Unico neo la minore resa in zone con valori di insolazione minori di 1800 W per metro quadrato, ma nel “Paese del sole” questo non è un problema.



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Antonino Puccio

Antonino Puccio Architetto

Siciliano, fondatore del giovane studio Nau Architetti con cui si dedica ai temi della sostenibilità e del risparmio energetico. Adora l’high tech e le nuove tecnologie ed è un grande appassionato di Grafica e Design.