Il padiglione italiano vincitore del concorso per l’Expo 2015

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Sono stati pubblicati il 19 Aprile scorso i risultati del concorso per la scelta del progetto del padiglione italiano all’EXPO di Milano del 2015. Il vincitore del concorso internazionale è il raggruppamento composto dallo studio Nemesi&Partners di Roma, Proger spa di Pescara e Bms progetti srl di Milano. Il padiglione Italia sarà l’unico tra i padiglioni dedicati alle nazioni che sopravviverà all’evento, restando patrimonio culturale della città di Milano. Il progetto ha fatto di una piazza centrale coperta il suo punto di forza, attorno alla quale ruotano quattro blocchi volumetrici ben definiti, che ospitano le aree espositive e le diverse aree funzionali del padiglione.

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Il progetto vincitore è il simbolo di una comunità raccolta intorno alla sua piazza.
Nella motivazione delle scelte della giuria si legge infatti: “Un’architettura a nido, un’evidente trasposizione in luce del vivaio, del senso civico dell’appartenenza ad una comunità”.

I “NUMERI” DEL PROGETTO

La superficie complessiva del padiglione è pari a 12.800 mq, divisa su sei piani: piano interrato, piano terra, 4 piani fuori terra e terrazza panoramica. L’edificio ha un’altezza complessiva di circa 25m.

Al suo interno, raccolti attorno alla piazza centrale sono presenti 2500mq di spazi espositivi, sale conferenze/meeting, 2350 mq di uffici e spazi di rappresentanza, uffici staff, e 1050 mq di servizi inerenti alla ristorazione. La piazza centrale proposta per l’Expo 2015, che potrà ospitare eventi al coperto, sarà di circa 1900 mq.

LE CARATTERISTICHE DEL PROGETTO

I volumi collegati dalla grande piazza centrale simboleggiano degli alberi, per richiamare infatti il concept del concorso che era “Vivaio Italia”. Si attaccano a terra con strutture pesanti, massicce, per poi diventare sempre più leggeri man mano si sale in altezza.
I piani più alti sono infatti caratterizzati da un’ampia presenza di vetrate e l’edificio si conclude appunto con una grande terrazza panoramica sulla città.

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Si tratta di un’architettura a nido, rappresentato dalla piazza protetta e accolta da questi quattro grandi alberi.
L’edificio è anche molto flessibile. I progettisti di Nemesi&Partners lo evidenziano in un loro commento al progetto sostenendo che, al termine dell’EXPO, il padiglione si presenterà alla città come “quattro edifici autonomi, intorno ad una piazza centrale, ognuno con un suo ingresso e impianto, riconvertibili ad uso urbano e capaci di dialogare con la città intorno”.

SOSTENIBILITÀ

Requisiti espressamente richiesti dal concorso erano quelli dell’efficienza energetica e della sostenibilità.
L’edificio è stato sviluppato dai progettisti come un organismo il più possibile energeticamente autonomo. Le scelte impiantistiche e progettuali si sono basate soprattutto sulla ventilazione naturale e controllata, su impianti di raffrescamento e riscaldamento ad alta efficienza.

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La seconda pelle del padiglione, creata con una resina cementizia fibrosa, e i giardini in copertura completano poi il quadro energetico, proteggendo l’edificio dalle alte temperature estive.

Giulia Azzini

Giulia Azzini Ingegnere

Appassionata di architettura sostenibile, le piace scrivere e coniuga qui le due cose. Tra un buon libro e un’escursione in montagna si tiene sempre aggiornata. Ama reinventare la propria casa e quella di familiari o amici.