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Stefano Boeri firma il primo bosco verticale in Asia

Anche l'Asia si prepara ad accogliere il primo Bosco Verticale firmato dall'architetto Stefano Boeri, per l'esattezza nella città cinese di Nanchino, con lo scopo di ridurre le emissioni di CO2. Per tentare di abbassare i livelli di inquinamento, il governo di Pechino ha stabilito di introdurre entro il 2018 una tassa sulle industrie più inquinanti per l'ambiente. Le città cinesi, soffocate dallo smog, hanno un disperato bisogno di idee innovative e sostenibili.

Boschi verticali in città per ridurre l'inquinamento

Consapevoli della capacità del verde di ridurre le emissioni di CO2 e del successo del progetto di Stefano Boeri a Milano, la città di Nanchino, in Cina, ha commissionato all'architetto una replica del progetto del Bosco Verticale. L'obiettivo è di ridurre le emissioni di CO2 di circa 25 tonnellate l’anno e produrre 60 kg di ossigeno ogni giorno, contribuendo a rigenerare la biodiversità locale. Non solo: le piante creano uno schermo ombreggiante e rinfrescante durante i mesi estivi, mentre in inverno funzionano come una copertura, i consumi di elettricità diminuiscono e si creano nuovi habitat e fonti di sostentamento per volatili e insetti.

Il bosco verticale di Stefano Boeri a Nanchino

Nanjing Vertical Forest è il nome del progetto, già in fase di realizzazione, commissionato da una società di Nanchino e sarà il primo esempio di Bosco Verticale costruito in Asia. La fine dei lavori è prevista entro novembre 2018 con l’ultima fase dedicata al processo di rimboschimento metropolitano, a conferma del programma di demineralizzazione e forestazione urbana che lo studio dell’architetto Boeri sta portando avanti in altre città cinesi, in Europa (a Losanna e Bratislava), in Kazakistan (ad Astana) e in Sud America (a Bogotà).

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Le due torri del Bosco Verticale di Nanchino, situate nel distretto Nanjing Pukou, di contraddistinguono, per l’alternanzai di balconi e vasche di alberi e arbusti, su modello del progetto milanese.

Lo studio di Stefano Boeri ha infatti previsto 600 alberi di grandi dimensioni e 500 di grandezza media che comprendono 23 specie autoctone, oltre a 2500 fra arbusti e piante a caduta per coprire una superficie di 6000 mq.

L’edificio più alto, di 200 metri, ospiterà uffici, una scuola di bioarchitettura, un museo e un club privato all’ultimo piano mentre il secondo, di 108 metri, prevede un hotel con 247 camere e una piscina sul tetto, oltre a spazi commerciali, ricreativi e educativi con negozi multi-brand, ristoranti, sala conferenze e spazi per mostre.

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Altre città in Cina come Guizhou, Liuzhou, Shijiazhuang e Chongqing stanno seguendo l’esempio di Nanchino con delle vere e proprie Forest City, piccoli centri urbani composti da molti edifici di varie dimensioni circondati da spazi verdi e rivolti a un modello di crescita sostenibile.

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Elena Bozzola

Elena Bozzola Architetto

Si è laureata quando la parola “sostenibile” la pronunciavano in pochi e lei si ostinava a spedire email sulla tutela ambientale a tutti i suoi amici. L’incontro con Architettura Ecosostenibile è stato un colpo di fulmine. Ama la fatica delle salite in montagna e una buona birra ghiacciata dopo la discesa.