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Eco-villaggio replicabile e open source in Senegal

H2OS, Open-source prototype house for ecovillages in Senegal è il progetto di un eco-villaggio in Senegal, a Keur Bakar, progettato da TAM Associati.

Dal nome si comprende il richiamo all’acqua e quanto H2OS, più che il progetto di un villaggio, sia piuttosto il progetto di un “processo”, un prototipo open source riadattabile, replicabile e perfezionabile da chiunque sia disposto a riproporne il modello.

Probabilmente non sarebbe necessario dilungarsi nello spiegare il perché del richiamo all’acqua nel nome del progetto, in un luogo in cui la desertificazione aumenta inesorabilmente provocando disagi legati alla scarsa igiene e sanità e stroncando ogni anno milioni di vite, donne e bambini in particolare. Non sarebbe necessario dilungarsi se non fosse che in questo caso l’acqua è proprio il fulcro, l’anima dell’eco-villaggio open source H2OS.

L'eco-villaggio open source H2OS è un modello replicabile

L’obiettivo è infatti quello di dar vita a un eco-villaggio composto da spazi comuni e moduli abitativi autonomi dal punto di vista energetico e di gestione delle risorse idriche, raccogliendo e immagazzinando l’acqua da destinare ai diversi utilizzi (bere, cucinare, lavarsi, irrigare).

L’idea dell’eco-villaggio replicabile e open source

L’idea di un eco-villaggio replicabile e open source in Senegal è stata concepita nel 2011, promossa dal Circolo Sunugal, un’associazione di migranti senegalesi di Venezia, con il fine di realizzare nuove strutture con materiali e tecniche costruttive della loro terra che potessero coesistere in armonia con l’ambiente rurale Sahariano. La comunità di immigrati senegalesi ha partecipato alla progettazione proprio perché tutti i lori bisogni e le loro esigenze trovassero concretezza nel progetto finale. Grazie agli abitanti e alle autorità locali, il progetto ha trovato localizzazione a Keur Bakar, un villaggio a 200 km da Dakar. Una squadra di giovani del posto guidati dal capo del villaggio è stata formata per partecipare attivamente alla realizzazione del progetto dell'eco-villaggio open source, così come si è costituita spontaneamente un’associazione di donne per implementare conoscenze teoriche e pratiche nell’ambito agricolo. Un vero e proprio progetto comunitario, una progettazione partecipata che è riuscita a coinvolgere competenze, saperi, tradizioni.

La comunità senegalese che abiterà l'eco-villaggio H2OS

TAM Associati è stato incaricato della progettazione. Sul loro sito si può prendere visione di schizzi e disegni tecnici relativi agli spazi e ai moduli del villaggio ancora da realizzare.

L’eco-maison: il primo edificio dell’eco-villaggio

L'eco-maison dell'eco-villaggio H2OS è un prototipo sostenibile ed efficiente

A maggio 2017 si è conclusa la prima fase del progetto con la realizzazione dell’eco-maison, un luogo di ritrovo e di condivisione, in cui sviluppare attività legate alla ricerca, all’insegnamento, all’informazione, all’arte e all’artigianato. Il cuore pulsante dell’intero villaggio.

L’eco-maison è a tutti gli effetti un prototipo sostenibile ed efficiente che unisce tecnologie avanzate attuali, come i pannelli fotovoltaici in copertura, alle tecniche più antiche legate al saper fare tradizionale, come il recupero delle acque e l’aerazione degli ambienti. Non solo, è stato pensato per essere un organismo autonomo e eco-compatibile anche dal punto di vista alimentare. Accanto all’eco-maison all'interno dell'eco-villaggio open source ci sono la fonte, il lavatoio e l’orto biologico comunitario, gestito sulla base di principi di compatibilità ambientale, producendo e incentivando i prodotti e la cultura locale.

L’eco-maison è stata realizzata utilizzando principalmente materiali facilmente reperibili in loco, ed è costituita da un corpo centrale in mattoni in terra stabilizzata e da un involucro in bambù che possa garantire riparo da polvere e sole.

La torre del vento immagazzina l’aria calda dall’esterno, questa viene poi assorbita e incanalata in un sistema di tubazioni localizzate sotto il pavimento, al livello delle fondazioni, che la convoglia nelle stanze: l’aria fresca viene immessa da bocchette alla base delle pareti e, riscaldandosi, tende a salire verso l’alto. In questo modo viene garantito il riciclo continuo di aria e la ventilazione degli ambienti.

L'eco-maison dell'eco-villaggio H2OS e il sistema di recupero dell'acqua

La torre del vento della maison dell'eco-villaggio H2OS

Le indagini sull’andamento pluviometrico hanno rilevato che le piogge si concentrano esclusivamente nei mesi estivi, giugno, agosto, settembre. Nel primo edificio dell'eco-villaggi o open source, le due falde della copertura in lamiera ondulata convergono verso una canaletta di raccolta che convoglia le acque in una grande cisterna interrata. L’acqua viene filtrata, purificata e utilizzata per bere, per la preparazione di alimenti e l’igiene personale; il 70% di quest’acqua viene immagazzinata e riciclata in una seconda cisterna, trattata, e utilizzata per alimentare gli impianti dei wc, per le pulizie domestiche e l’irrigazione. L’acqua in eccesso e quella derivante dai wc viene poi raccolta in una fossa settica per essere incanalata verso il bacino di fitodepurazione.

H2OS è promosso dall’associazione di migranti senegalesi  Circolo Sunugal  di Venezia, sviluppato dalla Onlus veneziana Musoco, in collaborazione con l’Union pur la solidarité et l’entraide di Dakar.

Il progetto è finanziato da Cgil, Caaf Nord-Est; 8 per mille Chiesa Valdese; Livenza Tagliamento Acque; Autodesk Foundation della Silicon Valley Community Foundation, IdRiCo – Idee per risorse collettive, Regione Friuli Venezia Giulia e Arci Trieste.

Silvia Corgiolu

Silvia Corgiolu Architetto

Sarda di nascita e ferrarese di formazione. Dopo la laurea in Architettura si dedica alla ricerca di novità da scoprire e interessi da amare. Non rinuncerebbe mai alla compagnia di un buon libro, un po’ di musica nelle orecchie e uno zaino sulle spalle. Il suo motto è: “lascia il mondo un po’ migliore di come l’hai trovato”.