• scritto da Luigi Centola
  • categoria In Italia

Riuso dei beni confiscati: 25 progetti pilota in Campania

La Fattoria Didattica S. Maria La Fossa tra i progetti per i beni confiscati in Campania

Da quattro anni, grazie ai lungimiranti partner dei Master e con il contributo di oltre 100 giovani architetti, paesaggisti, ingegneri e designer, NewItalianBlood (NIB) ha il privilegio di sviluppare 25 progetti pilota per il riuso di beni confiscati in Campania toccando con mano i problemi e le necessità concrete di un territorio complesso.

I temi affrontati sono stati il recupero, l’integrazione e la trasformazione di ville e quartieri, la tutela e la fruizione di aree verdi e oasi naturalistiche, strutture grezze da completare, palazzi da riconvertire in social housing, edifici da realizzare ex novo. L’esperienza maturata induce a sviluppare un approccio culturale, programmatico ed economicamente sostenibile.

 

In copertina: Centola&Associati, Fattoria Sociale su bene confiscato a Santa Maria La Fossa (Caserta).

Il progetto dei beni confiscati è un tema delicato e difficile per le molteplici implicazioni di significato politico, etico e di memoria che porta con sé. Se da un lato, quando si affronta un riuso ci si potrebbe avvicinare al restauro, dall’altro, soprattutto quando si realizzano nuovi edifici o paesaggi non ci sono riferimenti concreti oltre alla memoria. La costruzione di una teoria progettuale operativa per la restituzione di un bene alla comunità e la sua gestione, in entrambi i casi, è diversa e, se possibile, più articolata e complessa.

L’attività di New Italian Blood per i beni confiscati in Campania


Grazie alla preziosa esperienza di un centinaio di beni riconvertiti nel casertano dall’associazione Agrorinasce ed il suo amministratore delegato Giovanni Allucci, NewItalianBlood (NIB) ha avuto la possibilità di imparare da quanto già realizzato e di proporre nuove idee per alcuni comuni del casertano (Casal di Principe, Santa Maria La Fossa, San Cipriano d'Aversa, Villa Literno e Casapesenna) esplorando una varietà di esigenze e programmi innovativi dedicati al sociale, all'ambiente, all'aggregazione e soprattutto alla creazione di lavoro, vera emergenza del Mezzogiorno.

I giovani progettisti del Master NIB sono partiti dai rilievi - molti beni oggetto di confisca sono abusivi e dunque inesistenti al catasto – per poi esplorare il territorio e dialogare con i diversi stakeholders per capire cosa servisse davvero alle comunità, provando a immaginare sin dall’inizio studi economici con costi di realizzazione, manutenzione e gestione, e possibili ricavi per affitti, servizi o eventi. Un approccio pragmatico e concreto per consentire una nuova e lunga vita dei beni liberati al servizio delle associazioni del terzo settore.

Successivamente, con modalità simili, è stata sviluppata una rete di progetti coerenti, che si auto-sostengono e si supportano a vicenda in due comuni simbolo del Litorale Domitio e della Piana del Sele: Castel Volturno e Battipaglia. Con i Sindaci Dimitri Russo e Cecilia Francese e gli Assessori Giuseppe Scialla e Stefania Vecchio l’associazione NIB ha iniziato un percorso di Masterplan e riuso a fini sociali e culturali dei beni confiscati che proseguirà nelle prossime edizioni dei Master NIB.

 Il progetto per la Casa delle Associazioni Casapesenna di Agrorinasce (Gabriele lancia per il Master NIB) Il progetto per la Casa delle Associazioni Casapesenna di Agrorinasce (Gabriele lancia per il Master NIB)

 L'Incubatore Artigianale San Cipriano d'Aversa di Agrorinasce (Giulia Canale per il Master NIB). L'Incubatore Artigianale San Cipriano d'Aversa di Agrorinasce (Giulia Canale per il Master NIB).


Per la prima volta dunque, dopo aver lavorato a una serie di interventi pilota e dialogato con amministrazioni e associazioni di territori diversi, NIB proverà a sistematizzare le caratteristiche principali che i progetti per il riuso dei beni confiscati dovrebbero avere o, almeno, a esplicitare gli obiettivi con i quali confrontarsi per realizzare opere necessarie, inclusive per le comunità e veicolo di memoria per i cittadini, i giovani e l’opinione pubblica.

Purtroppo i progetti architettonici non sono quasi mai realizzati in collaborazione o in sinergia con gli utilizzatori finali dei beni in quanto l’assegnazione degli stessi avviene, per legge, attraverso bandi pubblici aperti, che spesso sono successivi alle strategie programmatiche richieste dalla committenza - comuni, enti o società - che ne assumono la gestione. Bisogna quindi conoscere molto bene il territorio e le esigenze dei gruppi di cittadini, una responsabilità in più per i team multidisciplinari di progetto. Il confronto continuo con tanti amici di Libera in Campania ci ha aiutato molto a riflettere e proporre soluzioni calibrate alle necessità.

La nostra è, ovviamente, come tutte le teorie in nuce, una riflessione aperta e incompleta che tuttavia per la sua immediatezza e semplicità, offre possibilità di confronto e integrazioni che ovviamente auspichiamo.

Progetti per i beni confiscati: 3 strategie

Schematizzando, tre sembrano le strategie da seguire immancabilmente quando ci si trova ad affrontare ogni tipo di progetto per i beni confiscati (ex novo o recuperi):

  1. Programmi funzionali innovativi e autosostenibili in grado di creare poli stabili di incontro, aggregazione, cultura, lavoro e reddito per le associazioni che gestiranno i beni;
  2. Progetti-manifesto emozionali, con materiali utili per innescare un profondo senso di comunità, appartenenza, interattività e partecipazione al riscatto del territorio e alla vita delle opere;
  3. Architettura che eviti la tabula rasa provando a sovrascrivere l’immagine e gli spazi esistenti, esterni e interni, senza tuttavia cancellare, la storia, la testimonianza e la memoria di persone e luoghi.

In conclusione l’auspicio è che, visto il progressivo aumento delle confische in Italia, frutto di leggi e azioni sempre più efficaci per il contrasto alla criminalità, in tutti i comuni, province e regioni italiane, si possano redigere dei Masterplan strategici sostenibili che, a partire dai Piani Urbanistici Comunali offrano ai territori opportunità di crescita, lavoro ed economia sociale attraverso un network di servizi integrati.

Saranno proprio queste le nuove sfide che iniziando dai Masterplan Architettura | Ambiente 2018-19 l’associazione New Italian Blood proverà ad affrontare nel corso della quinta edizione dei Master NIB, da fine ottobre a Salerno.