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Biennale di Venezia 2018: “Freespace” è il tema della 16esima edizione

Le novità della 16esima edizione della Biennale di Venezia.

La 16a edizione della Biennale di Architettura sarà inaugurata il 26 Maggio (e si protrarrà fino al 25 Novembre). Manca pochissimo, e quasi tutti i tasselli sono al loro posto.

La fondazione è reduce da una fortunatissima edizione della Biennale di Venezia curata da Alejandro Aravena, intitolata Reporting from the front che ha mostrato soluzioni creative tramite cui gli architetti hanno risolto problemi comuni della popolazione comune.

Le novità della Biennale di Venezia 2018

Ma allora cosa aspettarci dalla Biennale di Venezia 2018? La novità principale è il dualismo.

Il primo è curatoriale; quest'anno non uno ma due architetti donna gestiranno l'organizzazione della mostra: Sheila Mc Namara e Yvonne Farrell, del britannico Grafton Studio.

Le curatrici della 16esima edizione della Biennale di Venezia.

Il secondo riguarda, invece, due sezioni speciali che affiancheranno i 71 architetti scelti: "Close Encounter, meetings with remarkable projects" presenterà lavori nascenti da una riflessione su progetti noti del passato e "The Practice of Teaching" raccoglierà lavori sviluppati nell’ambito dell’insegnamento.

Tra i 71 architetti troviamo grandi nomi della scena attuale: BIG, David Chipperfield, Álvaro Siza (che speriamo lasci in eredità alla Biennale un altro padiglione che da temporaneo è diventato stabile come quello del 2012 situato al Giardino delle Vergini all'Arsenale), Peter Zumthor, accanto ai nostrani Cucinella, curatore del padiglione Italia, Benedetta Tagliabue e Cino Zucchi.

Il tema della Biennale di Venezia 2018 

Il tema di quest'anno sarà FREESPACE (spazio libero), concetto molto caro alle curatrici che è diventato anche un manifesto nel corso dell'ultimo anno. Da loro è stato descritto in questo modo: 

"Nel tentativo di tradurre FREESPACE in uno dei tanti splendidi linguaggi del mondo, speriamo che possa dischiudere il dono che l'invenzione architettonica ha la potenzialità di elargire con ogni progetto. La traduzione ci permette di mappare e di rinominare il territorio intellettuale e quello vero. La nostra speranza è che la parola FREESPACE ci permetta di sondare le aspirazioni, le ambizioni e la generosità dell'architettura."

Ma saranno gli architetti a declinarlo secondo i loro background e le loro idee ad esprimere un'architettura che, in stretta connessione con la gente, possa essere mostrata nella sua semplicità, dando piacere a chi la guarda ed a chi la vive, creando uno spazio vivibile e fruibile. La mostra di quest'anno ha il fine ultimo di ricordarci che l'architettura deve essere prima di tutto legata ai luoghi, alle culture ed alle persone, perché è per essi che viene creata.  

Per informazioni visitare il sito ufficiale della Biennale di Venezia 2018.

Francesca Melis

Francesca Melis Architetto