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Autocostruzione. Partecipazione, progetto, cantiere. Un esempio sostenibile

Generico

In circostanze di difficoltà economiche soprattutto per le fasce di reddito medie e basse l’acquisto della prima casa è veramente complicato. A meno che la si realizzi in autocostruzione. Questa è stata la scelta di un gruppo di persone della provincia di Rimini che hanno investito tutto quel che potevano – tempo libero e manodopera soprattutto – in un progetto “nuovo”, socialmente proficuo e che tra i suoi punti di forza si è

imposto il rispetto della sostenibilità edilizia.

Il Comune di San Giovanni in Marignano (Rimini) nel febbraio 2007 dopo aver individuato un’area Peep inutilizzata, emise un bando pubblico per l’assegnazione del terreno, riservato esclusivamente a cooperative edilizie e a consorzi di cooperative, nel quale erano previste l’esecuzione delle opere in autocostruzione. Ariacoop di Rimini partecipò a tale bando che si concluse nel marzo 2007 e nel giugno successivo quando fu resa pubblica la graduatoria l’Ariacoop risultò aggiudicataria. Il cantiere è noto come “Progetto Fornace”, in attuazione del PianoParticolareggiato Fornace del Comune.

Il costo della realizzazione è di 1000 euro/Mq, comprensivo di finiture, impianti certificati ed essendo questa la prima realizzazione della cooperativa sono state conteggiate anche le spese per le attrezzature di cantiere che resteranno patrimonio per i prossimi interventi di autocostruzione. Inoltre sono calcolati anche gli oneri di urbanizzazione e le opere esterne di pertinenza a ciascuna villetta finanziata conmutuo Banca Popolare Etica con tasso variabile al + 1,20%.

PRIMA DEL CANTIERE

La cooperativa edilizia che ha associato tra loro i beneficiari
Nel novembre del 2002 un gruppo di circa una cinquantina di cittadini residenti nella Provincia di Rimini, dopo aver partecipato ad un convegno di Legambiente nel quale, fra le altre cose, si discuteva di autocostruzione, incominciarono ad incontrarsi settimanalmente e dopo pochi mesi costituirono una associazione denominata A.R.I.A. (Associazione Riminese Immobili Autocostruiti) nata con lo scopo di promuovere l’autocostruzione associata sul territorio riminese e sensibilizzare, su questo tema, le amministrazioni pubbliche locali quali enti programmatori e regolatori dello sviluppo del proprio territorio. Nel marzo 2003, 19 soci della neonata associazione A.R.I.A. costituirono Ariacoop Società Cooperativa, una cooperativa edilizia che oggi conta circa 180 soci. Una parte di essi era già precedentemente impegnata nel sociale e parecchi soci sono al presente impegnati con le loro professioni nel campo dell’edilizia in genere.

Il progetto
18 unità immobiliari in suddivise in 3 blocchi da 6 unità a schiera ciascuno, con relativi garage. In conformità alle previsioni della variante urbanistica al PEEP “Fornace”, la superficie utile massima (SU) per alloggio sarà di mq. 95 in rapporto alla quale la S.N.R. e la S.P. non potranno superare il 45% ciascuna (Artt. 16 – 43 della Legge n° 457 del 5/08/1978, art. 6 D.M. LL.PP. 5/08/1994). Il progetto, in attuazione del citato Piano Particolareggiato, ne segue le indicazioni, riferendosi alla tipologia rurale, di cui si è voluto anche proporre i colori tipici delle murature in mattoni.

La tipologia costruttiva e i materiali
Calcestruzzo cellulare espanso autoclavato – I blocchi di questo materiale prodotto da varie ditte e commercializzato con diversi nomi (come in questo caso il Gasbeton) garantiscono semplicità di montaggio e di taglio in cantiere grazie alla leggerezza (500 Kg/m3); la posa è con collante cementizio.

Legno cemento – Il legno cemento che si ottiene macinando il legno (di preferenza abete rosso) e mineralizzandolo con l’aiuto del cemento Portland. Si ottiene così un impasto che, mediante apposite blocchiere, viene trasformato in blocchi solidi. Impostato il primo corso con la malta in modo da metterlo a livello, i corsi successivi vengono posati a secco sfalsati di mezzo blocco. Una volta giunti ad una altezza determinata (circa 1,5 m) viene inserita un’armatura di ferro e si getta il calcestruzzo all’interno del cassero ottenendo la struttura portante.

Non si è mai pensato a materiali riciclati o riusati, i primi perché non soddisfacevano le richieste del modello esecutivo scelto e i secondi perché costavano troppo in proporzione al risparmio fatto acquistando direttamente dai produttori e riducendo così la filiera commerciale che avrebbe aumentato almeno del 30%, se non di più il prezzo del prodotto. Considerando però che produrre materiali e trasportarli comporta un consumo di energia (la maggior parte della quale prodotta con fonti non rinnovabili) ed immissione nell’ambiente di sostanze inquinanti (C02) si è scelto di adottare materiali da costruzione naturali e che:
– avessero ottenuto marchi di certificazione del tipo Ecolabel
– avessero effettuato valutazioni di tipo LCA (Life Cycle Assestment)
– la cui azienda produttrice avesse ottenuto certificazione di qualità ambientale (ISO 14000)
– fossero stati prodotti nel raggio di 100 km dal cantiere
– consentissero la riciclabilità a fine vita o durante la gestione del cantiere

La sostenibilità architettonica per edifici in classe A+
La tipologia a schiera agevola l’autocostruzione e consente un buon rapporto S/V per limitare le dispersioni termiche. L’orientamento ottimale consente di massimizzare gli apporti energetici gratuiti del periodo invernale, e di controllarli, con apposite schermature, d’estate. Il colore scelto per tinteggiare le facciate consentirà un efficace accumulo termico durante il periodo invernale. Le schermature rappresentate dallo sporto del tetto e del balcone e i setti verticali che scandiscono il prospetto sud, oltre alla funzione portante nei confronti del balcone e della copertura, assolvono alla funzione di protezione dall’irraggiamento laterale delle prime ore del mattino e delle tarde ore del pomeriggio.

Il prospetto del lato Nord, a causa della necessità di contenere le dimensioni delle aperture per motivi energetici, e’ meno articolato rispetto a quello rivolto a Sud, ma e’ scandito dalla presenza di elementi verticali emergenti, rappresentati da 3 coppie di canne fumarie abbinate. I blocchi garage, realizzati in muratura a vista, hanno una copertura a verde, così come prescritto dalle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Particolareggiato. Elevate prestazione termiche dei fabbricati, il cui fabbisogno energetico per il riscaldamento si colloca quasi ai limiti di una casa passiva (20kw/mq anno), anche grazie ad un sistema di ventilazione forzata con recuperatore di calore, grazie al quale l’aria fredda in ingresso, viene preriscaldata sottraendo calore dall’aria (viziata) in uscita mentre d’estate, il camino termico, una volta riscaldato dai raggi solari, fungerà da estrattore dell’aria dall’interno del fabbricato. Tale risultato viene raggiunto grazie all’attenzione per l’isolamento termico delle pareti, dei solai contro terra (che sono anche dotati di una camera di ventilazione) e delle coperture, anch’esse dotate di un sistema di ventilazione (“tetto ventilato”). In fase esecutiva saranno risolti tutti i ponti termici, quali ad esempio l’attacco solaio–balcone, l’attacco della muratura a terra, le spallette delle aperture e le soglie di porte e finestre, che, negli edifici ad elevate prestazioni energetiche sono particolarmente dannosi.

Era prevista l’installazione di pannelli fotovoltaici, la cui sostenibilità economica però, non essendo ancora assicurata dagli attuali incentivi statali in maniera abbastanza forte da consentire e ai soci l’investimento, ha convertito la scelta nell’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda – acquistati direttamente in fabbrica e montati anch’essi in autocostruzione – e il funzionamento di un sistema radiante a pavimento a bassa temperatura.

Ciascun blocco di case a schiera e’ dotato di un sistema per il recupero delle acque piovane, per uso irriguo.

DURANTE IL CANTIERE

Per la fase esecutiva è stato redatto il “Regolamento del cantiere PEEP Fornace” dove sono stati individuati gli incarichi e le responsabilità di cantiere relativamente ai rapporti con i responsabili e all’organizzazione del lavoro, all’accesso al cantiere e alle modalità di lavoro, al lavoro dei soci non assegnatari.

La sicurezza di cantiere
È stato necessario redigere tutta la documentazione per la sicurezza di cantiere in quanto si era previsto già in fase di progetto di lavorare a quote elevate, in condizioni di pericolosità e oltre i 200 uomini giorno. La cooperativa, come ditta appaltante, ha redatto il suo POS e sono stati previsti gli opportuni manuali di manutenzioni per gli impianti. I problemi della sicurezza li ha risolti il Geom. Botteghi Giovanni Pietro che ha redatto il PSC mentre come RSPP è stato lo stesso Bonomi a rivestire la figura per la ditta seguendo l’apposito corso.

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La documentazione contabile e amministrativa
Tutto, dalla contabilità alla documentazione amministrativa è stata gestita da rappresentanti della cooperativa. Ogni decisione è stata presa in gruppo durante le riunioni settimanali in modo da creare un rapporto di reciproca fiducia e così anche da istruire ed istruirsi sul lungo e travagliato iter burocratico di una realizzazione in autocostruzione. Non è stato necessario nessuna figura amministrativa in particolare se non un commercialista che in alcuni casi ha dato delle consulenze di ordine generale.

Le certificazioni di conformità
È stato semplice: si è fatto eseguire un impianto elettrico e uno idrico per una sola villetta e poi, osservando e imparando sul posto la metodologia si è proceduto alla stessa maniera in autocostruzione sulle restanti 17 unità. Al termine dei lavori è stato necessario semplicemente pagare una cifra irrisoria per la certificazione. Per i pannelli solari è stato più semplice in quanto il kit di montaggio richiedeva una posa in opera del pannello e una serie di operazioni molto semplici per i soci autocostruttori già molto bene istruiti.

Gli orari di lavoro
Non è stato necessario nessun accordo sindacale per concordare gli orari in quanto i soci della cooperativa rispondono di uno statuto della stessa che prevede determinate regole di adempienza ai propri doveri. Le ore giornaliere di ciascuno arrivano anche a 15 se un operaio decide di recuperarne per i giorni in cui, per motivi di lavoro o personali non potrà farne. In cantiere si conservano le schede di ciascun operaio e la classifica della cosiddetta “banca ore” con cui si calcola chi fa più o meno ore, la media totale delle ore per operaio e il totale del tempo impiegato a partire dalla consegna dei lavori. Ad esempio alla trentacinquesima settimana si è calcolata una media totale di circa 716 ore per un totale di 18 operai impegnati e la quota di 12890 ore eseguite dall’inizio dei lavori.

Il cronoprogramma
Il cronogramma mensile – rivisto in ogni riunione settimanale è stato rispettato fin dall’inizio così come tutti conti parziali che vanno a costituire il conto economico finale. Sarebbe stato solo oneroso in termini di tempo e di denaro apporre delle modifiche a quanto programmato conti parziali settimanali che vanno a costituire il conto economico finale. Il progetto non ha subito varianti, sospensioni o proroghe.












Mariangela Martellotta

Mariangela Martellotta Architetto

Architetto pugliese. Prima di decidere di affacciarsi al nascente settore dell’Ecosostenibilità lavorava nel settore degli Appalti Pubblici. È expert consultant in bioarchitettura e progettazione partecipata. Opera nel settore della cantieristica. È membro della Federazione Speleologica Pugliese.