• scritto da Stela Karabina
  • categoria In Europa

Vietato calpestare le stelle in Place Vendôme

Le stelle di Place Vendome a Parigi.

Il duo ELMGREEN & DRAGSET, chiamato per la sezione FIAC Hors les Murs della Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea di Parigi, ha cosparso Place Vendôme di 100 piccole stelle marine in bronzo e acciaio.

“To whom it may concern”, visitabile fino al 2 Novembre, nasce dall’idea di trasferire le stelle marine sulla piazza, contrapponendo anche cromaticamente il rosso puntuale ai toni tenui del contesto architettonico.  In un’intervista al NY Times, Elmgreen ha spiegato che, nei loro viaggi a Parigi, i due artisti hanno riscontrato l’effetto impattante della pioggia sui suoli pubblici e sulle infrastrutture. Sul piano della piazza, quindi, hanno ribaltato simbolicamente il piano indefinito delle stelle, da loro intese come immagini astratte del cielo, che si appropriano istintivamente del mare e che, con questa installazione, si posano sulla terra per un importante avvertimento sui cambiamenti climatici e le loro conseguenze definitive, nello stile dissacrante e simbolico del duo scandinavo.

Le stelle di Place Vendome

Una stella marina a Place Vendome

Il danese Michael Elmgreen e il norvegese Ingar Dragset, infatti, non sono nuovi ad installazioni artistiche insolite negli spazi pubblici urbani. Nel 2005 costruirono una finta bottega di Prada in un paesaggio desolato del Texas, nei pressi della U.S. Route 90, accorciando drasticamente la distanza tra il lusso e il deserto.
Il loro legame con i temi dell’Architettura della Città è una costante, tanto da tornare più volte sulla scomposizione dei piani di rappresentazione, realizzando in verticale opere canonicamente orizzontali come una piscina o lo spazio espositivo di una galleria sospesa. La piscina presso il Rockefeller Center nel 2016, denunciava l’esigenza di verticalità della città contemporanea e le sue superfici sature. Celebre è anche la scelta della loro “Powerless Structure” sul quarto piedistallo di Trafalgar Square dal 2012 al 2013, raffigurante un bambino su un cavallo a dondolo, parodia delle sculture storiche.

Con l’intervento in Place Vendôme, quindi, si ripropone un’attitudine a scardinare ciò che è iconico e svestirlo del mito, per suggerire riflessioni e possibili soluzioni.