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Peninsula Place: il progetto di Calatrava per la rigenerazione di Greenwich

Cuore propulsore della rigenerazione urbana più rilevante d’Europa oltre che quartiere di fama mondiale per la presenza dell’omonimo meridiano, Greenwich è pronto ad ospitare il tassello mancante di questa grande trasformazione. Peninsula Place è il nome che identifica il progetto che contribuisce a ridisegnare il profilo della penisola, presentato il 2 febbraio 2017 dall’architetto-ingegnere Santiago Calatrava al sindaco di Londra Sadiq Khan.

L’intervento di rigenerazione urbana “Peninsula Place” di Calatrava si inserisce all’interno del “Peninsula Central”, uno dei sette quartieri che verranno costruiti nell’area, atti ad ospitare servizi pubblici e nuove abitazioni, con una buona parte destinata all’housing sociale. Il programma funzionale qui previsto risulta, infatti, essere vario. Cinema, teatro, bar, negozi e una nuova stazione di interscambio, oltre a numerosi alloggi, divengono gli attori della trasformazione.

Infrastrutture e accessibilità di Peninsula Place

L’interazione tra architettura, organizzazione delle infrastrutture e pianificazione urbana gioca un ruolo importante nella qualità della vita dei cittadini e necessita di un continuo rinnovo per creare spazi pubblici attrattivi oltre che per raggiungere elevati standard di qualità del costruito. In un contesto metropolitano come quello in oggetto, la dotazione infrastrutturale, l’accessibilità ai servizi e agli spazi aperti, unite al capitale relazionale, fanno la carta d’identità di una città attrattiva, vivibile e competitiva.

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La trasformazione parte proprio dal criterio di accessibilità all’area, che vede così la predisposizione di un efficiente sistema di interscambio a favore della mobilità sostenibile. Le stazioni della metropolitana e degli autobus, oltre a quelle ecologiche dei taxi, agevolano l’ingresso a tutti coloro che giungono nell’area anche da zone non limitrofe, identificando il trasporto pubblico quale sistema connettivo dei diversi ambiti urbani, rendendoli fruibili e vitali.

Anche il fiume non viene visto come limite. Un ponte pedonale sul Tamigi connette il futuro sviluppo previsto lungo il fiume, a cui fa capo un molo per il trasporto via acqua. La concezione di tale ponte non si risolve nella semplice volontà di connettere le due sponde opposte del fiume, ma prende forma in un quadro di possibilità più ampio, dettato dal luogo in cui sorge. La passerella pedonale, infatti, è stata pensata ancorata a terra tramite un cavo verticale che atterra direttamente sul sito in cui passa il tanto noto meridiano di Greenwich. Tale cavo, oltre a svolgere una funzione strutturale per il ponte stesso, rappresenta lo gnomone di una meridiana, così ideato per consentirgli di fare ombra proprio come un orologio solare. Vengono studiati, infatti, appositi punti lungo la piazza che mostreranno l’ora del giorno. E il ponte stesso diviene così collegamento ideologico tra l’Emisfero occidentale e quello orientale. Questo tema di memoria, tradizione, arte e cultura è un tema sentito dall’architetto tant’è che lo persegue nell’intera ideazione di Peninsula Place. 

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Memoria, tradizione, arte e cultura

Il tema di memoria, tradizione, arte e cultura è un tema sentito da Calatrava, tant’è che lo persegue nell’intera ideazione di Peninsula Place. Il giardino di inverno, che sorge al di sotto del complesso centrale composto da tre torri di trenta piani progressivamente arretrate all’aumentare dell’altezza per lasciare spazio a terrazzamenti verdi, e la galleria principale di caffè e negozi  traggono forte ispirazione dalle serre britanniche e dalle città giardino inglesi. Qui esili colonne di metallo nascono da terra e si protraggono per un’altezza di 24 metri sorreggendo una copertura vetrata che si dispiega come se fosse la loro chioma, agevolando al contempo l’ingresso di aria e luce. Una vera e propria “avenue of tree” che rimanda agli antichi frutteti che crescevano sulla penisola. L’albero viene visto come metafora, richiamando non solo i parchi di Londra ma in particolar modo il Crystal Palace di Paxton, quel luogo di vetro e trasparenza dove la natura e l’uomo riescono a convivere.

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 Immagine di UNIFORM Immagine di UNIFORM

“Stiamo creando nella mente delle persone un luogo, un arrivo, non solo uno spazio tradizionale. Ovunque ci sono elementi che possono creare una identità, i parchi, la linea della meridiana, un porticato e il giardino di inverno. Tutti questi elementi costituiscono il cuore del luogo. […] Il modello che perseguiamo è la stessa Londra. Prendere un po’ della città, i passaggi, le piccole scoperte che la rendono pittoresca. Guardo i suoi dettagli, la ricchezza dei suoi spazi interni articolati in un modo molto umano”

Intervista a Santiago Calatrava, in Peninsula Place: "The model is London itself"

Gli aspetti socio-culturali del progetto di Calatrava

Un luogo dove uomo e natura si incontrano, si confrontano e si bilanciano. Ma non solo. Peninsula Place è un progetto integrato degli spazi pubblici in grado di porsi come catalizzatore delle dinamiche sociali. Uno spazio che si inserisce nell’ottica dei criteri della trasformazione a grande scala. Uno spazio pensato per il raggiungimento dell’equilibrio urbano grazie al carattere prioritario attribuito agli aspetti socio-culturali.

Un contributo decisivo che non fa esclusivamente capo al progettista stesso, Santiago Calatrava, a cui è riconosciuto il meticoloso studio e l’elaborata proposta di realizzazione dell’intervento nel migliore dei modi da lui ritenuto possibile, ma che si cela dietro a tutto ciò. È celato nel grande processo di trasformazione che da anni investe la penisola, nell’ “idea di spazio pubblico [che] appare in stretto rapporto con la realtà della città, con i valori della cittadinanza e l’orizzonte della civiltà” (Innerarity D., Il nuovo spazio pubblico, Meltemi, Roma, (2008)), nell’obiettivo di crescita urbana della città contemporanea che si costruisce, attraverso il tema della dimensione estetica della qualità urbana, per spazi connettivi, collettivi e socializzanti, dove flussi pedonali, ciclabili e del trasporto pubblico intersecano quella mixitè funzionale collocata entro margini ben definiti e riconoscibili in grado di generare forti legami relazionali e dove ancora una volta il verde gioca un ruolo essenziale nella definizione di un’immagine condivisa e sostenibile.

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Laura Agostino

Laura Agostino Architetto

Curiosa e determinata, la sua passione per l’architettura la spinge a scoprire mondi diversi dalla realtà comasca in cui è cresciuta. Quando rimane con i piedi per terra investe il suo tempo tra passeggiate e bambini, riscoprendo ciò che può dare soddisfazione attraverso piccoli gesti.