Arup sfida il gelo con una scuola energeticamente efficiente

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La Druk White Lotus School, realizzata dal gruppo ARUP Associates, è un centro scolasticosituato su uno degli altopiani dell’Himalaya e pertanto con particolari caratteristiche ambientali che, durante la progettazione, hanno presentato non poche difficoltà da superare. L’edificio richiama sicuramente l’architettura dei monasteri presenti nella zona e determinante è stata la conoscenza della realtà indiana da parte dei progettisti che per anni hanno lavorato a stretto contatto con le maestranze locali.

L’AUTOSUFFICIENZA ENERGETICA
Nonostante i 3.500 m di altitudine, le temperature invernali che scendono fino a –30° e la neve che, per circa 5 mesi all’anno, isola la zona dal resto dell’India, la struttura è stata resa autonoma a livello energetico ed idrico. Alcuni accorgimenti apportano calore durante le ore mattutine, infatti le facciate sud delle aule sono costituite da ampie vetrate che, di giorno, catturano i raggi solari. Un altro aspetto energetico fondamentale è l’isolamento dell’edificio dal freddo: le soluzioni trovate consistono sia nella presenza di una copertura coibentata che nella realizzazione del cosiddetto muro di Trombe (muro composto da una vetrata posizionata a circa 10 – 20 cm dalla parete con la funzione di accumulare il calore. La parete, dipinta di colore scuro per favorire l’azione solare, è dotata di aperture, in alto e in basso, per consentire il passaggio dell’aria). La scuola, inoltre, risulta autosufficiente nella produzione di energia elettrica attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici.

L’AUTOSUFFICIENZA IDRICA
La scarsità delle risorse idriche è un ulteriore problema che investe il contesto dell’edificio. La produzione di acqua calda sanitaria è stata, perciò, pensata posizionando dei serbatoi per la raccolta di acqua piovana a quota più alta rispetto a quella dell’edificio stesso in modo da sfruttare la forza di gravità, collegando i pozzi d’acqua a pompe alimentate dall’energia solare. Sempre per ovviare al problema dell’utilizzo di grandi quantità d’acqua, sono stati introdotti servizi igienici a secco, cioè funzionanti senza l’afflusso di acqua, ma collegati ad un camino solare che aspira l’aria immettendola direttamente all’esterno (espediente che consente, inoltre, di riusare i rifiuti come fertilizzante per le coltivazioni).

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I MATERIALI LOCALI E LA STRUTTURA ANTISISMICA
I materiali usati sono prevalentemente di origine locale. Le pareti esterne, ad esempio, sono in blocchi di granito ricavato dalle cave limitrofe, mentre le pareti interne sono costituite da mattoni di fango realizzati secondo le tecniche costruttive tipiche della zona. La struttura del tetto, invece, è in legno di pioppo e salice, entrambe alberature provenienti dal vicino Kashmir. Il notevole carico della copertura, tuttavia, non grava sugli elementi verticali, infatti la progettazione strutturale ha tenuto rigorosamente conto delle norme antisismiche vigenti in India. In particolare, i nodi in acciaio e i controventi servono per conferire maggiore stabilità all’edificio durante un terremoto.

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LA MODERNITA’ E LE TRADIZIONI LOCALI
L’ispirazione di questo centro scolastico si basa sull’analisi dei più sofisticati strumenti ingegneristici per ottimizzare al massimo l’efficienza dei materiali e delle tecniche costruttive locali. La fusione di un linguaggio architettonico moderno con le tradizioni locali, minimizza l’impatto dell’edificio sull’ambiente esterno. Con le loro soluzioni innovative, ma allo stesso tempo rispettose del contesto, i progettisti hanno meritato commenti positivi anche dal Dalai Lama, il quale si è complimentato perché la scuola presenta una chiave di lettura moderna pur preservando gli aspetti tradizionali della cultura indiana, dando, così, pari importanza alle conoscenze scientifiche e alla dottrina buddista.








Francesca Pedico

Francesca Pedico Ingegnere edile-architetto

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