Questo sito utilizza i cookie che ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi acconsenti all'uso dei cookie. Consulta la cookie policy
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. OK

Gli impianti radianti: guida alla scelta in caso di ristrutturazione

Ristrutturare casa per installare impianti radianti per riscaldare

Gli impianti di riscaldamento a pannelli radianti rappresentano un’ottima alternativa all’uso dei tradizionali termosifoni, infatti nelle nuove costruzioni sono ampiamente utilizzati. Ma quanto è facile installare un impianto radiante (a pavimento, soffitto o a parete) in un appartamento esistente? E quale tipo di sistema radiante è meglio utilizzare per ristrutturare casa? L’articolo guida alla scelta del sistema di riscaldamento e/o raffreddamento a pannelli radianti nel caso di una ristrutturazione, illustrando vantaggi e svantaggi per il sistema a pavimento, a soffitto e a parete.  

Il passato degli impianti radianti

Gli impianti radianti non costituiscono una novità assoluta: già gli antichi romani avevano escogitato un sistema di riscaldamento a pavimento che consisteva in un focolare posto sotto il livello di calpestio che sprigionava aria calda nel pavimento rialzato e nelle intercapedini dei muri.

Gli antichi romani già usavano i sistemi radianti a pavimento per riscaldare casa

Il sistema costituito da tubi in cui viene fatto scorrere un fluido ad alta temperatura fu invece inventato all’inizio del secolo scorso, e conobbe una certa diffusione nel secondo dopoguerra. Sebbene venne presto riconosciuta la portata innovativa di questo tipo di impianto, il suo mancato successo fu dovuto ad alcune problematicità, prima di tutto i pannelli, non isolati, disperdevano calore nella soletta sottostante, inoltre il fatto che gli alloggi dell’epoca non fossero ben coibentati obbligava a mantenere molto alta la temperatura del fluido all’interno dei tubi, comportando una diminuzione del comfort.

Oggi questi problemi sono stati superati, ed il costo, più elevato rispetto agli impianti tradizionali, rappresenta ormai l’unico vero svantaggio nell’uso di questa tecnologia.

I vantaggi di un impianto radiante

I vantaggi di un impianto radiante sono numerosi, tra cui:

  • Risparmio economico ed energetico – un impianto radiante fa risparmiare sui consumi, funziona a bassa temperatura e si presta bene ad essere integrato con caldaie a condensazione, pompe di calore, e impianti solari termici.
  • Comfort - Al contrario dei tradizionali termosifoni o ventilconvettori, un impianto radiante permette una distribuzione uniforme del calore ed evita la formazione di movimenti d’aria e la diffusione di polvere.
  • Estetica - È invisibile.
  • Allaccio - È possibile realizzare un impianto radiante anche collegandosi ad impianti di riscaldamento centralizzato condominiali (da valutare caso per caso).
  • Flessibilità del sistemaL’impianto radiante può essere utilizzato anche per il raffrescamento estivo. In questo caso, per evitare problemi di condensa, sarà necessario dotare la nostra abitazione di un impianto di trattamento aria che faccia anche da deumidificatore.

Gli impianti radianti per il riscaldamento di casa possono essere controllati anche con tablet

Ristrutturare casa con i pannelli radianti

Ma quale tipo di sistema radiante è meglio utilizzare per ristrutturare la nostra casa?

Partendo dal presupposto che ogni caso è unico e non esiste una ricetta perfetta da applicare in ogni circostanza, vediamo pregi e difetti delle tipologie in commercio.

Impianto radiante a pavimento

Essendo il più diffuso ne esistono svariate tipologie e modelli. Lo svantaggio principale di un impianto radiante a pavimento è costituito dal fatto che, dovendolo installare in un appartamento esistente nell’ambito di una ristrutturazione, saremo obbligati a demolire il pavimento esistente o, volendolo ricoprire, a dover sollevare il piano di calpestio di qualche centimetro.

In entrambi casi è bene scegliere un sistema a basso spessore, che può essere realizzato anche tramite la fresatura del supporto (massetto preesistente o creato ad hoc), in modo da formare le guide in cui poi verranno posate le tubazioni.

Se lo spessore non costituisce un problema potremo invece scegliere tra molti marchi e tipologie, che si differenziano soprattutto per i materiali utilizzati. Quasi ogni azienda propone una linea sostenibile, che utilizza materiali isolanti naturali, come per esempio la fibra di legno.

Impianto radiante a soffitto

L’installazione di un impianto radiante a soffitto costituisce forse la soluzione migliore per le ristrutturazioni, in quanto non costringe a demolire il pavimento esistente o ad alzare il piano di calpestio, con conseguente spostamento di porte e porte finestre. Certo non si tratta della soluzione ideale in assoluto poiché il calore tende ad andare verso l’alto e in alcuni contesti storici può risultare impraticabile per la presenza di soffitti particolarmente elevati, volte o affreschi.

In commercio troviamo un numero di proposte più limitato rispetto a quanto accade per i pannelli radianti a pavimento, ma esistono alcune soluzioni interessanti, per esempio lastre in cartongesso complete con tubazioni “annegate”, accoppiate a lastre isolanti. Il pannello è in questo caso finito e pronto per essere trattato dall’imbianchino. Le guide segna tubazione e la predisposizione di adeguati spazi centrali permettono la realizzazione dell’impianto di illuminazione evitando la foratura delle tubazioni.

Se preferiamo invece scegliere il materiale di rivestimento possiamo optare per pannelli formati solo da tubazioni e isolamento, da ricoprire per esempio con lastre in gesso e fibra di cellulosa.

Impianto radiante a parete

Nel caso di una ristrutturazione che prevede l’installazione di un impianto radiante a parete, i pannelli vengono applicati sulle pareti del locale rivolte verso l’esterno, con i tubi che si estendono solitamente per un massimo di due metri di altezza. Questa soluzione presenta alcuni vantaggi: l’isolante presente sotto le tubazioni fa da cappotto ed evita le dispersioni termiche, vengono inoltre eliminate le differenze di temperatura tra pareti e ambiente e l’inerzia termica è minore.

Gli svantaggi non indifferenti ne hanno però limitato la diffusione: le pareti radianti non possono essere interessate dalla presenza di mobili voluminosi, e bisogna prestare attenzione al montaggio di mensole, chiodi per appendere specchi e quadri, inoltre se i locali sono molti grandi i punti lontani dalle pareti radianti possono rimanere freddi.

Analogamente a quanto avviene per gli impianti soffitto, esistono in commercio sia lastre finite, sia pannelli da rivestire a piacere.

A prescindere da quale impianto scegliate per ristrutturare casa è sempre bene tener presente che una casa confortevole e che consuma poco deve essere ben isolata. Un buon progetto di riqualificazione energetica non può che partire dalla realizzazione di un cappotto termico interno o esterno e dall’eliminazione (o, ove non sia possibile, dalla riduzione) dei ponti termici.

e-max.it: your social media marketing partner