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Architettura ed Ecosostenibilità: Soluzioni architettoniche per la riduzione dei consumi energetici

I mille usi del vetro autopulente, anti-appannamento e anti-riverbero del MIT

Vetro-autopulente-mit-aChi di noi non si è mai trovato a dover pulire il parabrezza dell’auto o le lenti dei propri occhiali appannati? A dover usare smartphone o tablet sotto il sole, con un riverbero tale da non riuscire a leggere nulla? Oggi poi, l’architettura moderna fa largamente uso del vetro, realizzando grandi superfici e spazi emozionali. Se da un lato apprezziamo l’aspetto spettacolare di trasparenza e luminosità, dall’altro ci accorgiamo che a livello pratico

 

Cuscini di ETFE. Sostenibile, isolante, trasparente. Come il vetro, meglio del vetro.

Cuscini-etfeEdifici morbidi come cuscini grazie all’ETFE, un materiale innovativo e dalle grandi potenzialità. ETFE è una sigla che sta per Etilene TetraFluoroEtilene ed è un polimero parzialmente fluorato, ovvero un materiale plastico che contiene fluoro. Viene utilizzato dagli anni ’80 in architettura per le sue
 

Vetri fotovoltaici. Un gel al silicio amorfo per trasformare i vetri semplici in vetrate fotovoltaiche

Gel-fotovoltaicoEsistono dei vetri, semplici all’apparenza, in grado di catturare la luce del sole producendo energia pulita. Il segreto è in una specie di vernice che riveste il vetro, un particolare gel che inizialmente non era ritenuto adatto alle civili abitazioni perché non ancora perfettamente trasparente. Eliminata l’opacità però,
 

Vetri cromogenici: fotocromici, termocromici ed elettrocromici

Vetri-cromogeniciI vetri cromogenici sono quelli in grado di assumere un comportamento che dipende dalla luce, dalla temperatura o da una differenza di potenziale elettrico applicata. Si dicono fotocromici quando la trasparenza ed il controllo solare varia nel tempo in base alla luce, termocromici se tali caratteristiche
 

Aerogel. Materiale isolante trasparente e innovativo

AerogelSe le abbiamo provate tutte ma a ridurre la trasmissione di calore attraverso i vetri non ci siamo riusciti, potremmo inserire dell’aerogel nell’intercapedine del vetro della nostra finestra. L’aerogel è un materiale che fu ottenuto sperimentalmente per la prima volta nel 1931 da Steven Kistler.
 

Vetrocamere evacuate e vetrocamere tradizionali. Differenze

Vetrocamere evacuate e vetrocamere tradizionali. Differenze
Scegliere il vetro adatto alle proprie finestre non è cosa facile. Sul mercato, tra l’altro, sono disponibili così tante soluzioni tecnologiche che c’è davvero l’imbarazzo della scelta.
Tra le soluzioni più innovative ci sono le vetrocamere evacuate.
Prima di parlarne però, occorre chiarire cos’è una vetrocamera. Una vetrocamera è la camera d’aria tra due lastre di vetro e serve per offrire una resistenza al passaggio del calore attraverso il serramento (che avviene dall’interno verso l’esterno in inverno e dall’esterno verso l’interno in estate). Lo spessore di una camera d’aria tradizionale, varia solitamente tra i 2 ed i 10 millimetri, i quali, nonostante migliorino le caratteristiche termiche del serramento, non riescono a ridurre in maniera significativa il flusso di calore attraverso lo stesso. Il motivo di ciò sta nel fatto che l’aria, nonostante sia un isolante termico, consente il flusso termico per conduzione e convezione tra le facce dei due vetri che delimitano la vetrocamera. Conseguentemente a questo flusso, le facce dei vetri si riscaldano e trasmettono il calore all’interno o all’esterno a seconda dei casi.
Per migliorare la capacità isolante di una vetrocamera, è possibile realizzare il vuoto al suo interno. In questo modo, il flusso termico per conduzione e convezione presente nell’intercapedine d’aria tradizionale, viene eliminato.
Le vetrocamere evacuate, sono appunto vetrocamere all’interno delle quali viene realizzato il vuoto. Per una vetrocamera evacuata realizzata con vetro float tradizionale, la trasmittanza può essere ridotta a valori fino a 2,5 W/mqK. Se una delle due lastre è basso emissiva poi, si può scendere fino a circa 0,5 W/mqK.
Poiché la pressione all’interno dell’intercapedine deve essere ridotta intorno a 0,1 Pa, i due vetri contrapposti, normalmente spessi 3 - 4 mm, non sono in grado di sopportare gli effetti della differenza di pressione tra l’esterno e l’interno dell’intercapedine. Per tale motivo, è necessario adottare tra le due lastre dei piccolissimi distanziatori di diametro compreso tra 0,25 e 0,5 mm, realizzati in composti ceramici, acciaio o in lega a base di nickel, che saranno disposti a maglia quadrata e distanziati circa 20 mm tra loro.
Il problema di questi pilastrini è che creano concentrazione di tensione e ponti termici tra i due vetri.
Vetrocamera-Evacuata-1Scegliere il vetro adatto alle proprie finestre non è cosa facile. Sul mercato, tra l’altro, sono disponibili così tante soluzioni tecnologiche che c’è davvero l’imbarazzo della scelta.  Tra le soluzioni più innovative ci sono le vetrocamere evacuate. Prima di parlarne però, occorre chiarire cos’è una vetrocamera.
 

Basta con la climatizzazione! Impariamo a scegliere il vetro più adatto alle nostre finestre

Edifici trasparenti, facciate vetrate e grandi aperture. Belle, senza dubbio. Ma energeticamente poco convenienti. Tuttavia, mantenere caldi in inverno e freschi d’estate ambienti molto vetrati, senza il ricorso alla climatizzazione artificiale, non è impossibile. L’importante è saper scegliere il giusto tipo di vetro.
Tre sono gli aspetti da riguardare per scegliere un vetro che consenta la riduzione dei consumi energetici:
 

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