Il bosco di bambù italiano

Esistono vari tipi di bosco che si differenziano per le diverse specie arboree che li costituiscono. Ci sono i boschi di querce, di faggio, di abete ed esistono anche i boschi di bambù e uno di essi è possibile ammirarlo in Toscana dove si trova il Bambuseto versiliese, gestito e curato da tre amici che sono riusciti a trasformare un passatempo in una professione a contatto con la natura e per la salvaguardia dell’ambiente.

In copertina: © Chiara Nicora

UN WORKSHOP PER IMPARARE A COSTRUIRE ARCHI IN BAMBÙ

IL BAMBUSETO DELLA VERSILIA

Il bosco di bambù della Versilia si estende su di una superficie pari a circa un ettaro ed è popolato da canne della specie Phyllostachys viridiglaucescens. Si stima che abbia un’età superiore ai cinquant’anni, molto probabilmente è il risultato della piantumazione di alcune canne di bambù importate e poi abbandonate a se stesse.

L’essenza ha un’enorme e veloce capacità riproduttiva. Infatti, se non curato un bosco di questo genere si trasforma in una selva intricata di steli in cui ogni centimetro di terreno è occupato e risulta difficilissimo il passaggio. Una canna di bambù, quando cade a terra, si trasforma in altrettanti germogli quanti sono i nodi. Se calcoliamo che i nodi sono distanti circa 25 cm e l’altezza media della canna che cresce in un clima mediterraneo è di 12 metri, è facile immaginare le proporzioni dello sviluppo selvaggio che subirebbe il bosco se non venisse curato.

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Una canna impiega solo tre anni per raggiungere gli spessori necessari per avere una resistenza apprezzabile per essere utilizzata nelle costruzioni. Il diametro non identifica l’età della pianta, che ha uno sviluppo a cannocchiale, quindi per definire l’età della canna ogni anno vengono legati dei nastrini colorati sullo stelo. Infatti, dopo solo due mesi dalla nascita dei germogli il fusto della pianta raggiunge la sua dimensione definitiva e si caratterizza per un colore che varia dal verde intenso al glauco.

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La crescita del Bambuseto versiliese viene controllata e ogni anno il bambù idoneo viene tagliato. Le canne possono essere direttamente utilizzate oppure sottoposte a lavorazioni a seconda degli impieghi. Generalmente i fusti sono prima trattati con una soluzione di acido borico contro gli attacchi degli insetti e successivamente sono fatti naturalmente essiccare. Il bambù è un materiale naturale con molteplici impieghi e con pochi scarti che si sottomette facilmente alla creatività e all’ingegnosità delle diverse maestranze.

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Chiara Nicora

Chiara Nicora Architetto

Architetto interessato ad approfondire i temi legati alla riqualificazione del costruito, progetta case e allestimenti temporanei. Affascinata dal mondo dell'arte in tutte le sue molteplici espressioni, dedica il suo tempo libero come volontaria per il patrimonio culturale.