Chi l’avrebbe mai detto che il riciclo di abiti vecchi sarebbe diventata la tendenza del 2011? Gli effetti della crisi economica mondiale che ha contribuito ad un generale ridimensionamento delle spese ‘superflue’ nonché la tendenza ad uno stile di vita ‘green’ volto decisamente al rispetto dell’ambiente ed alla sobrietà, sono
alcuni dei motivi che hanno contribuito allo ‘sdoganamento’ di un’attività fino a poco tempo fa considerata poco elegante, anzi sconveniente.
La pratica dello SWAP – termine inglese per indicare il baratto, lo scambio – nasce a New York come alternativa low cost allo shopping : si tratta di incontri in cui i partecipanti scambiano abiti, scarpe, bijoux e chi più ne ha più ne metta. In questo modo si crea un’occasione per socializzare condividendo valori, oggetti, idee, tempo e divertimento; inoltre il risparmio è garantito e – last but not least – si contribuisce alla salvaguarda dell’ambiente – ‘barattare 20 kg di vestiti equivale a risparmiare l’energia necessaria per azionare una TV per un anno e sette mesi non stop’ informa la home page del sito dell’associazione milanese che per prima ha introdotto in Italia la pratica dello Swap Party.
Lo Swap Party quindi, naturale evoluzione dello SWAP americano, diventa un vero e proprio evento in cui, oltre a scambiare quanto di inutilizzato è presente nell’armadio, è possibile assistere a performances ed esposizioni di artisti e designers impegnati nel recupero e riuso di oggetti, materiali, mobili. Il messaggio è chiaro, attuale ed efficace: il riutilizzo creativo può far diventare qualsiasi oggetto originale e di tendenza, mantenendo comunque un alto standard di qualità.
Per maggiori informazioni gli Swap Party organizzati dall'Atelier del Riciclo
















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