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Architettura ed Ecosostenibilità: Soluzioni architettoniche per la riduzione dei consumi energetici

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Referendum del 12 e del 13 giugno. Le quattro schede ed i quesiti, senza colore politico

Referendum-2011I Referendum del 12 e 13 Giugno non hanno colore politico ma solo il colore degli importantissimi temi per i quali sono svolti: l’acqua, il nucleare, l’uguaglianza di fronte alla legge. Si tratta di questioni troppo importanti per diventare merce di scambio nella partita per la fine prematura o meno dell’Esecutivo, anche solo per il semplice motivo che la scelta di mantenere o di abrogare le norme portate al voto popolare sopravviverà ben oltre questa classe dirigente. Si tratta di scelte strategiche, che riguardano solo ed esclusivamente noi come cittadini e soprattutto come esseri umani, per questo andrebbero prese con estrema oculatezza, e nel massimo della consapevolezza e della trasparenza. Raggiungere il quorum è necessario – qualunque sarà il risultato – per affermare a noi stessi, italiani, che siamo un popolo che ha un diritto inalienabile, quello del voto e che lo può usare come mezzo per affermare una volontà che va oltre le imposizioni, la persuasione mediatica, il populismo e la disinformazione.

Trattasi di 4 quesiti prettamente tecnici e per questo incolpati di essere troppo “complicati” per essere posti al vaglio dei cittadini (non diciamo da quale parte, se da quella del SI o da quella del NO per non influenzare nessuno): quasi che gli italiani fossero tutti una massa di ignoranti disinformati. In ragione di questa “accusa” e per evitare disguidi, le campagne informative negli ultimi mesi hanno prodotto un effetto domino, di passaparola, dalle fonti di maggiore risalto, attraverso TV, web, radio e giornali fino anche al passaparola. Insomma, anche noi di Architettura Ecosostenibile vogliamo dare il nostro piccolo contributo all’informazione e alla divulgazione della campagna referendaria e cercare di chiarire le idee a chi ancora è indeciso.

SCHEDA ROSSA – PRIMO QUESITO
Referendum-2011-1Il primo quesito riguarda la privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica, non solo l’acqua ma anche i rifiuti ed i trasporti. Il Referendum mira ad abrogare la norma del Decreto Ronchi che attualmente permette di affidare a gestori privati anche la gestione dei servizi locali di fornitura dell’acqua. Il decreto, come spiegano i promotori del referendum, stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l'affidamento a soggetti privati attraverso gara o l'affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all'interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.

Vota SI chi sostiene che la soppressione della norma attuale contrasti il prevaricare dei gestori privati e possa riconsegnare il mercato dei servizi idrici in mano a gestori pubblici con logiche di trasparenza ed evitando monopoli che, se pure non sul bene primario acqua, pongono limiti sul servizio indispensabile per l’erogazione. In poche parole l’acqua resterebbe pubblica ma si privatizzerebbe tutta la rete idrica necessaria per farla arrivare fino al rubinetto. Ciò conferma che non potendo vivere senza allacci idrici a norma (necessari oltretutto per legge per poter dichiarare agibile un’abitazione o far funzionare servizi che vanno dagli indispensabili ospedali fino ai più semplici rubinetti domestici) non potremmo pensare di fare a meno di un impianto per l’erogazione dell’acqua come si può fare a meno di un telefono a rete fissa – sostituito spesso da un telefono cellulare per scelte di costi competitivi –. Non potremmo neppure immaginare di poter vivere o lavorare o far funzionare servizi pubblici servendoci delle fontanelle pubbliche, a patto poi che esse siano ancora funzionanti dopo la privatizzazione.

Vota NO chi vuole mantenere l’attuale norma e afferma che l’entrata in campo dei privati servirà a rendere più efficiente e migliore il servizio idrico in Italia che oggi appare troppo differenziato tra le varie regioni.

SCHEDA GIALLA – SECONDO QUESITO
Referendum-2011-2Il secondo quesito riguarda la determinazione delle tariffe del servizio idrico che al momento è calcolato in base al capitale investito. I cittadini si esprimono sull’abrogazione di un comma del codice dell’ambiente [comma 1, dell'art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito" N.d.r.] secondo cui la tariffa per il servizio idrico va determinata considerando l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito prevedendo anche variazioni in bolletta.

Vota SI chi vuole impedire di fare profitti sulla gestione dell’acqua. Abrogando la norma non sarà infatti più consentito al gestore di avere una rimunerazione garantita caricando sulle bollette degli utenti (i cittadini privati e tutti i soggetti che utilizzano il servizio idrico) il 7% per ripagare il proprio capitale investito ma senza garantire un reinvestimento nel servizio stesso, cioè senza assicurare che il gestore privato investa quel che guadagna per migliorare il servizio che poi vende per gestire un bene primario ed indispensabile.

Vota NO chi vuole mantenere in vigore l’attuale norma e consentire al gestore privato di effettuare gli investimenti e le manutenzioni per assicurare una migliore efficienza degli impianti da lui indicate come necessarie ed indispensabili. Potendo a propria discrezione incrementare la percentuale (attualmente fino al 7%) per la propria rimunerazione, sulle bollette.

SCHEDA GRIGIA – TERZO QUESITO
Referendum-2011-3Il terzo quesito tratta l’abolizione delle norme che consentirebbero l’installazione e la produzione di centrali per l’energia nucleare.
Vota SI chi sostiene che il fabbisogno energetico italiano non abbia bisogno di centrali nucleari che, se pure ritenute non pericolose dagli stessi sostenitori del nucleare, porterebbero comunque all’annoso e irrisolto problema delle scorie. In Italia abbiamo ancora scorie residue, mal conservate, risalenti agli anni 60-70, che giacciono senza che nessuno se ne occupi, non si riescono a realizzare sul territorio impianti per lo smaltimento di normali rifiuti solidi urbani in tempi brevi, anche il costo di un appalto pubblico è sovente soggetto ad un aumento incontrollato e a ritardi fisiologici, figurarsi, sostengono coloro che sono contrari al nucleare, come si risolverebbe la complessa gestione di centrali nucleari all’avanguardia che prevedano lo smaltimento di pericolose scorie radioattive. Inoltre ci sono ancora nel nostro paese, scorie di proprietà degli Stati Uniti d’America che hanno una potenza distruttiva pari a 900 volte l’effetto prodotto sulle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki [fonte Pentagono].

Secondo i sostenitori del SI non c’è possibilità di realizzare impianti sicuri al 100% e qualsiasi incidente provocherebbe conseguenze disastrose come quelle accadute in impianti che erano storicamente stati dichiarati sicuri ma che per cause diverse hanno provocato tragedie che si protrarranno per generazioni future. Infine i sostenitori del SI ricordano [fonte dati ISTAT e GSE] che già in Italia è possibile produrre energie da fonti rinnovabili (acqua, sole, geotermico, vento) fino al 31,6% del fabbisogno dell'energia elettrica. Il nucleare attualmente incide solo per l'1,5% e proviene da Francia, Svizzera e Slovenia che lo forniscono solo nelle ore notturne. Inoltre i sostenitori del SI sostengono che le fonti rinnovabili possano offrire anche opportunità di lavoro in più sia nell’investimento di manodopera che nell’ambito della ricerca.

Vota NO che è favorevole alla produzione sul territorio italiano di energia nucleare per qualsiasi ragione la ritenga utile, ecologica ed economica, e chi sostiene che rimanere fuori dal mercato delle centrali nucleari è inoltre un pesante ostacolo allo sviluppo ed alla ricerca nazionale in questo campo, che viceversa ci permetterebbe di operare anche sui mercati esteri. Inoltre chi vota a favore del nucleare sostiene che in ogni caso a confine con le alpi (Francia e Svizzera) attualmente esistono già 26 centrali nucleari che comunque trovandosi li non hanno mai dato fino ad oggi alcun problema ai nostri connazionali con esse confinanti. Chi sostiene il NO e quindi la possibilità di avere il centrali nucleari, ricorda che l’energia nucleare non produce CO2 (anidride carbonica) [come anche le fonti rinnovabili N.d.r.].

SCHEDA VERDE – QUARTO QUESITO
Referendum-2011-4Il quarto quesito, non ultimo in ordine di importanza ma di natura differente dei precedenti tre, riguarda l’abrogazione della norma che consente al Presidente del Consiglio e Ministri di non presentarsi ai processi a loro carico.
Su questo quesito referendario Architettura Ecosostenibile non si può porre criticamente come osservatore “tecnico”, ma auspica che ci sia una sorta di risveglio della coscienza individuale.

Una sola cosa è data a ricordare: la legge è (e deve) essere uguale per tutti!

Si fa presente che se pure la legge in vigore scadrà a settembre e i sostenitori del NO dicano che non abbia senso votare al referendum per abrogare una legge che fra un paio di mesi non avrà più efficacia, i sostenitori del SI non trascurano il fatto che tale legge possa essere riaffermata e resti tale a tempo indeterminato.

Se, come è possibile, siamo stati “poco parziali” agli occhi di qualche lettore, non ce ne vogliate in quanto non a caso portiamo avanti un magazine con un nome come “Architettura Ecosostenibile” che anche se lo volesse, non potrebbe andare contro le ragioni della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Fate attenzione a non sovrapporre le schede durante il voto poiché essendo queste fatte con carta carbone rischiereste di votare su una e automaticamente di annullare le sottostanti.

Quando si vota:
Domenica 12 giugno dalle ore 8.00 alle ore 22.00
Lunedì 13 giugno dalle ore 07.00 alle ore 15.00

Buon voto a tutti i nostri lettori!

 

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