E’ ormai dilagante la voglia di verde in città e lo dimostrano il moltiplicarsi sempre più frequente di orti e giardini in spazi urbani o quartieri degradati e afflitti da numerose problematiche. Già negli anni ’70 in America, numerosi cittadini diedero vita a episodi di giardinaggio spontaneo trasformando aree abbandonate in spazi
verdi coltivati, aprendo così la strada ai primi Community Gardens che si diffusero soprattutto in Gran Bretagna, Australia, Canada e successivamente nel resto del mondo.
Un grosso vantaggio per le città, anche per l’evidente calo di episodi vandalici e microcriminalità. Ma non è tutto. I cittadini stessi, occupandosi della terra, spesso organizzati in gruppo, beneficiano di una vita più sana sfuggendo allo stress e all’isolamento.
Anche gli studi di progettazione non sono da meno e, negli ultimi anni, stiamo assistendo ad una maggiore attenzione alle architetture sostenibili e all’eco-design.
A New York è stato di recente inaugurato nella grande area del Lincoln Center, l’Hypar Pavilion, ristorante a un piano la cui copertura è un grande prato a disposizione di tutti e una soluzione interessante per aumentare il “green” fra i grattacieli.
La rivoluzione sta per entrare anche nelle nostre case perché presto con Kitchen Nano Garden potremmo coltivare i nostri ortaggi in un giardino idroponico a scaffali, utilizzando concimi organici, acqua riciclata, led al posto del sole e nel contempo purificare l’aria dai cattivi odori. Insomma niente a che vedere con i campi virtuali di Farmville, noto gioco di Facebook che registra un incredibile numero di utenti: 400.000 al giorno, 83 milioni al mese in media. Ma che sottolinea una sola cosa, il bisogno di verde si fa pressante.
Fonte | Casamica n°01/2011












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