Piccole macchie scure disseminate sui marciapiedi, davanti a scuole e rosticcerie. In Germania è stato calcolato che per staccare i chewing-gum da terra, si spendono ben 900 milioni l’anno! In Italia vengono consumate ogni anno 23 mila tonnellate di gomme da masticare e se tutti le gettassero per terra, il costo per pulire
tutte le strade si aggirerebbe intorno ai 23 miliardi di euro. Ma la spesa non è solo di tipo economico: è anche l’ambiente a rimetterci! Per smaltire una gomma da masticare infatti, ci vogliono circa 5 anni.E se non riusciamo a fare a meno di quella sensazione di freschezza e pulizia, un modo per non rinunciare alle chewing-gum c’è. Si chiama Chicza e viene dal Messico. A mettere a punto questa gomma speciale che si biodegrada in soli due mesi, sono stati i Chicleros, dei discendenti Maya che abitano nella regione del Petèn. Chicleros non suona un po’ come cìcles? E’ da sempre che a Bologna le gomme da masticare vengono chiamate così e ora sappiamo perché. Il nome, che deriva proprio da Chicleros, è arrivato in Italia nel 1945 con gli alleati che, insieme alla cioccolata, distribuivano anche pacchietti di chicles, a Bologna diventate cìcles.
La nuova gomma Chicza deriva dal lattice condensato estratto da un albero ad alto fusto, il Chicozapote (o Sapodilla). Le fasi fondamentali del processo di lavorazione delle gomme sostenibili sono: incisione a zigzag lungo la corteccia, filtraggio, cottura e raffreddamento. E non pensiate che abbia un sapore sgradevole: Chicza è disponibile nei gusti orange, lemon, spearmint, cinnamon, red fruits, peppermint, natural, naranya e hierbabuena. Fremendo per l’arrivo di Chicza nelle botteghe del commercio equo e solidale e poi nelle tabaccherie, speriamo che siano sempre di meno gli incivili che gettano i chewing-gum a terra.
Per saperne di più sull’albero del chewing gum
Fonte | Agenzia Dire e Sincretismi erboristici













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