Il grattacielo in legno: rapido da assemblare, impiega solo legname locale

torre-legno-austria-d

In Carinzia, nel comune di Keutschach am See, Austria, si sta costruendo la più alta torre di osservazione in legno, la torre “Pyramidenkogel”. La costruzione, alta come un grattacielo ma rapido da assemblare, prevede l’impiego del legname locale, in linea con una eco–progettazione che usa risorse naturali disponibili e processi realizzativi sostenibili.

IL PROGETTO
Il grattacielo, progettato dagli architetti Klaura, Kaden + Partners a Klagenfurt e costruito da Rubner Holzbau, prevede un altezza di un centinaio di metri. Le colonne portanti si attorcigliano in una struttura a spirale verso il cielo, dando l’idea di un immensa e spettacolare scultura più che di un edificio.

Si compone di dieci livelli, a 6,4 metri di distanza l’uno e dall’altro, e di due piattaforme di osservazione alte 3,20 con vista a 360 gradi. La struttura portante è composta da sedici colonne in legno lamellare rinforzato da dieci anelli ellittici e ottanta puntoni diagonali.

A 60 metri di altezza è collocato uno spazio interamente finestrato chiamato “Skybox” proprio per la possibilità data ai visitatori di una vista a tutto campo dal cielo. Questo ambiente è raggiungibile tramite scale o con un ascensore per la salita, mentre per la discesa si può optare per uno scivolo che da 50 metri porta direttamente a terra.

LA COSTRUZIONE
I materiali necessari per la struttura sono 500 m³ di legno lamellare, 1.000 metri quadrati di legno a strati incrociati e 300 tonnellate di acciaio, forniti da un impresa locale in base al programma “just in time”.

La struttura sarà eretta molto velocemente, completando così il progetto in breve tempo e beneficiando delle conseguenti agevolazioni fiscali, tanto che i lavori, iniziati nel mese di febbraio 2013, prevedono la cerimonia di apertura nel mese di giugno di quest’anno.

torre-legno-austria-e

E’ inoltre possibile seguire lo sviluppo della struttura della Pyramidenkogel tramite i siti internet della impresa costruttrice e dello studio di architettura che aggiornano costantemente le foto e il sito, pratica che rende finalmente un cantiere trasparente ed “aperto”.