Come spiega Gerd Niemöller, ingegnere tedesco che lavora nella Wall AG, le pareti sono costituite da due pannelli realizzati con piccole celle esagonali di carta riciclata mista a resina, che conferiscono leggerezza e robustezza alla struttura in grado di sopportare fino a 200 tonnellate a metro quadro. Il criterio delle celle esagonali, già adottato per aeroplani e satelliti, è stato applicato all’edilizia da Niemöller, che lo ha reso economico e alla portata di tutti.
Non solo biocompatibili perché realizzate con un materiale naturale, ma anche ecosostenibili: basta un solo albero per realizzare una di queste case!
Oltre che una casa, l’idea della Wall AG, è in grado di fornire un lavoro alle popolazioni del terzo mondo. Queste abitazioni sono infatti pensate per essere prodotte sul posto con macchinari e materiali forniti dalla stessa azienda svizzera.
Costano davvero poco (circa 5000 euro), eppure non è facile immaginare che una famiglia povera del Terzo mondo possa permettersela. Gerd Niemöller ha pensato anche a questo, sviluppando un finanziamento insieme alla Chiesa cattolica e collaborando con
Dopo le abitazioni povere… perché non realizzare ville e palazzi di carta?














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